Lontani, ma vicini.

Una notifica, un messaggio su quella chat. Fin troppa distanza che ci separa.

Parole magnetiche, attenzione, desiderio e eccitazione. Entrambi su quei letti solitari, ma con le menti unite. Le mani che si muovono piano, ognuno che accarezza il suo corpo immaginando che sia l’altro a farlo.

Ti dico: masturbati per me. Immagina le mie dita su di te, immagina il mio sguardo fisso sui tuoi occhi. Immagina la mia bocca che cerca il tuo piacere, la lingua che gioca con il tuo clitoride.

La tua risposta: un mugolio che vale più di mille parole.

Immagino i tuoi occhi chiusi, la tua bocca spalancata. La mia mano comincia a muoversi sull’asta; lentamente.

Mi dici: vorrei sentirti dentro di me, forte.

Immagino il tuo viso sconvolto dal piacere, le dita che cercano il clitoride affannosamente, che affondano dentro di te, immaginando la mia presenza.  

Ti dico ancora: immaginami dentro di te, immagina la bocca sul collo, l’intensità sempre maggiore, sempre più forza, sempre più velocità. Le tue mani sulle mie spalle, sempre più strette, le unghie che penetrano nella pelle, il fiato sempre più corto, le voci quasi strozzate.

Ancora un mugolio. “Continua”, mi scrivi.

Ti immagino su quel letto che vorrei fosse nostro. Immagino i seni turgidi, la mente annebbiata dal piacere, le labbra umide e le dita sempre più veloci.

Immaginati su quel letto a pecorina, immagina le mie dita che affondano sui tuoi fianchi, le mutandine leggermente scostate, la faccia sul cuscino e il ritmo della penetrazione che cresce fino allo spasmo. Immagina la mano tra i capelli, che li afferra e li tira. Immagina la bocca sul collo.

Ti dico: vieni per me.

Mi rispondi: insieme.

Il ritmo si fa più rapido, la mano sull’asta e quella sul clitoride.

Una solitudine solo apparente, ci sembra di vederci lì, ad essere causa e merito del piacere dell’altro.

È il culmine.

Entrambi raggiungiamo un orgasmo molto più mentale che fisico.

Un ultimo messaggio, un grazie.

Visualizzato

Trio-

Vi vedo ballare in mezzo alla pista.
Non credevo di poter essere così attratto da due persone che ballano.
Ci conosciamo da tempo, ma mai avrei pensato di desiderarvi così tanto, entrambi.
Le mani di lui sui fianchi di lei, i vostri bacini così vicini, aderenti. La sua erezione, evidente nei jeans, ormai quasi quanto la mia, solo ad osservarti.
Mi mordo le labbra, incantato da quella scena, quando mi accorgo che mi stanno guardando e si sussurrano qualcosa all’orecchio.
Lei mi sorride, lui mi fa cenno di avvicinarmi con la mano.
Sono in mezzo a loro. Ora sono io a sentire la sua erezione addosso mentre lei mi bacia e le nostre lingue cominciano a giocare piano mentre la sua mano scende accarezzandomi il corpo.
«Andiamo da me», vi dico.
Dopo uno sguardo complice accettano.
Il tempo di chiudere la porta e lo spingo su questa.
Sono già in ginocchio, gli abbasso la zip, è già duro.
Comincio a leccarlo e succhiarlo, con sempre più voluttà. Lei ci guarda mentre quel palo di carne sparisce nella mia bocca.
Dopo poco mi sento tirare. È lei che mi bacia, per poi cominciare lei quella meravigliosa attività. Decido di darle una mano. Mentre lei succhia la cappella io passo la lingua sull’asta e viceversa, mentre le mani cominciano ad esplorare i nostri corpi.
Mi fa alzare e me lo tira fuori, vuole farci divertire.
A turno succhia e lecca l’uno, mentre le nostre lingue si muovono forsennatamente.
È forse questo il paradiso?
Lei si rialza, e ci conduce verso il letto.
Non so più dire chi stesse facendo cosa a chi in un turbinio di corpi, bocche e mani: lei, chiara come l’aurora e lui, scuro come la notte.
Ci vuole dentro, tocca a me per primo.
Mi sale sopra, cominciando piano a farlo entrare dentro e a muoversi.
La bocca spalancata, gli occhi chiusi.
Lui in ginocchio vicino a me, mi guarda e all’assenso si avvicina ancora. Il suo pene a pochi centimetri dalla mia bocca.
Comincio a succhiarlo, sempre più forte, sempre più voluttuosamente mentre lei vedendo la scena comincia ad andare sempre più velocemente, quasi saltando sopra di me.
Ora tocca a lui.
Si mette carponi sul letto, di fronte a me, prendendolo in mano e cominciando a masturbarmi forte.
Le sue mani sui suoi fianchi, e piano piano entra.
Il ritmo che aumenta, lei in estasi.
Lui dice che è arrivato il momento e lei riprende in bocca quell’asta.
È una esplosione, tutta nella sua bocca.
Lei si gira e mi bacia, con le nostre lingue che si passano quel nettare.
Mentre lui si riposa, lei non ne ha abbastanza.
Mi dice «prendimi».
Prendo il suo posto dietro di lei.
Il ritmo si fa forsennato, i nostri respiri all’unisono quando sento qualcosa muoversi dietro di me.
Le sue dita, piene di lubrificante cominciano a giocare con il mio buchino.
Il piacere è massimo.
Prima un dito, poi due, poi tre, poi qualcosa di molto più grosso.
È dentro di me, e io dentro di lei.
Credo di non aver mai provato niente di così intenso, niente che riuscisse anche lontanamente ad arrivare a quel livello di piacere.
Tutti e tre ansimiamo allo stesso ritmo, respiriamo allo stesso ritmo, ci muoviamo allo stesso ritmo.
È stata la cosa più bella del mondo.

Hai agito in conformità al desiderio che ti abita?